Definizione agevolata degli Controversie Tributarie

È riproposta la definizione agevolata delle controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle Entrate pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o di chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione.

La definizione richiede il pagamento di un importo pari al valore della controversia ossial’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’attoimpugnato.

In caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate nell’ultima / unica pronunciagiurisdizionale non cautelare depositata al 24.10.2018, le controversie possono essere definite con il pagamento:

  • del 40% del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di primo grado;
  • del 15% del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado.
  • il 5% per chi è in attesa del giudizio finale della Cassazione, dopo aver già vinto in provinciale e in regionale;
  • il 90% al netto di sanzioni e interessi: per chi ha già presentato ricorso, ma vuole chiudere la lite.

L’importo condonato potrà essere pagato o con un’unica soluzione oppure in 5 anni con un massimo di 20 rate trimestrali.

Le controversie relative esclusivamente alle sanzioni non collegate ai tributi, possono essere definite con il pagamento:

• del 15% del valore della controversia in caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate nell’ultima / unica pronuncia giurisdizionale non cautelare depositata al24.10.2018; del 40% negli altri casi.

In caso di controversia relativa esclusivamente alle sanzioni collegate ai tributi, per la definizione non è dovuto alcun importo relativo alle sanzioni se il rapporto relativo ai tributi è stato definito anche con modalità diverse dalla presente definizione.

Va tenuto presente che, in base a quanto previsto dal testo definitivo del decreto fiscale 2019, per aderire alla pace fiscale occorre che:

  • il ricorso in primo grado debba essere notificato dalla controparte entro il 30 settembre 2018;
  • alla data di presentazione della domanda, il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva.
  • la domanda pace fiscale per ciascuna controversia, ossia per ogni atto impugnato, sia presentata, con apposito modulo, la domanda entro la scadenza del 16 maggio 2019.La domanda è esente dall’imposta di bollo.

Per ogni domanda va effettuato un distinto versamento da quale vanno sottratti gli importi già versati che non possono essere rimborsati.

Le controversie definibili non sono sospese ma il contribuente può dichiarare al giudice, di volersi avvalere della sospensione fino al 10 giugno 2019. Se poi entro tale termine presenta copia della domanda e versa gli importi dovuti o la prima rata, il processo è sospeso fino al 31 dicembre 2019.

Per le controversie definibili sono sospesi per 9 mesi i termini di impugnazione, pronunce giurisdizionali e di riassunzione.

L’eventuale diniego della definizione va notificato entro il 31 ottobre 2019 con le modalità previste per la notificazione degli atti processuali.